La Collezione di opere d’arte della Fondazione nasce in seno alla vecchia Cassa di Risparmio di Pisa. Alle prime opere raccolte talvolta al prosaico scopo di recuperare un credito, si aggiungono tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta un cospicuo numero di opere d’arte acquistate come investimento dalla stessa Cassa.
Per orientare le proprie scelte, la banca costituì un comitato scientifico, con l’intento di raccogliere quelle opere che avessero una particolare relazione con la città di Pisa e il territorio in cui operava, allora, la Cassa: dipinti, sculture, grafiche, di autori originari di Pisa o dei suoi dintorni, oppure in queste zone attivi e documentati.
Questa felice intuizione portò a raccogliere un cospicuo numero di opere d’arte, prevalentemente dipinti, di grande interesse storico-artistico, a cui si aggiunsero negli anni successivi anche sporadiche donazioni di alcuni collezionisti e degli stessi artisti del territorio.
Con la sua nascita, la Fondazione ha acquistato per intero la collezione delle opere d’arte della Cassa con l’obiettivo di renderle fruibili al pubblico: le opere più interessanti sono oggi esposte in modo permanente presso la sede della Fondazione, il palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, denominato Palazzo Blu e allestito come dimora storica.
Come istituzione culturale, la Fondazione prosegue nell’intento di arricchire ulteriormente la collezione, indirizzando le proprie scelte secondo gli stessi principi di valorizzazione del territorio che erano stati della Cassa. Le ultime importanti acquisizioni, come la “Clio” di Artemisia Gentileschi o il “San Sebastiano” di Aurelio Lomi, vanno al di là di un principio di mera conservazione e valorizzazione del bene culturale: esse si collocano nell’ottica della promozione stessa dell’immagine di Pisa e del suo territorio, incrementando, nel contempo, una sempre più attenta e completa offerta turistica.


