Il restauro degli affreschi della Basilica di S. Piero a Grado
giugno 2000 - marzo 2003
Basilica di S. Piero a Grado, interno
Il restauro degli affreschi di Deodato Orlandi all’interno della Basilica di S. Piero a Grado è stato portato a termine sotto la direzione della Soprintendenza, così come la collocazione dei nuovi corpi illuminanti appositamente realizzati e che si ispirano alle lampade a sospensione raffigurate negli stessi affreschi.
L’Ente Cassa di Risparmio di Pisa ha interamente coperto i costi dell’iniziativa che ha riportato gli affreschi all’antico splendore dopo un lungo periodo di grave stato di degrado.
Il grande ciclo di pitture murali fu eseguito intorno all’anno 1300 in occasione del primo Giubileo indetto dal Papa Bonifacio VIII, su commissione della famiglia pisana dei Caetani, che di quel Papa si dichiaravano congiunti.
Il ciclo è stato attribuito da tempo al pittore lucchese Deodato Orlandi e il restauro condotto ha confermato l’attribuzione per le maggiori analogie che gli affreschi oggi rivelano con i dipinti su tavola dell’artista conservati in gran parte nei Musei di Pisa, di Lucca e di San Miniato. Sulle pareti della navata centrale sono raffigurate Storie della vita di San Pietro prendendo a modello un identico ciclo in antico affrescato in San Pietro a Roma; un ciclo oggi perduto, ma noto da un manoscritto del Cinquecento dove sono riportati i disegni delle singole scene. La narrazione si sviluppa in due ordini divisi da fasce con didascalie e da fasce decorative in gran parte perdute, e sono contenuti fra una sequenza di ritratti di Papi - che forse iniziava e si completava nelle navate laterali- e una raffigurazione in alto della cittadella celeste con angeli affacciantisi da finte finestre, anch’essi in gran parte perduti.
Tribolate vicende hanno infatti visto, nei secoli, protagonisti la Basilica e i suoi arredi interni: prima la Chiesa fu completamente imbiancata per l’inserimento di nuovi altari barocchi; poi scoperchiata più volte negli ultimi duecento anni e poi oggetto di ripristino: rimuovendo la calce, alla fine dell’Ottocento, fu riportato in luce quanto restava degli affreschi poi completamente ridipinti, in più volte, e coperti anche con materiali dannosi, rimossi nei restauri attuali.
Durante questi ultimi, oltre al recupero delle vivaci policromie delle scene della navata principale, nelle due absidi laterali sono anche state rinvenute inedite raffigurazioni dell’Annunciazione, a sinistra e dell’Assunzione, a destra. Quest’ultima è risultata sovrapposta ad almeno un’altra scena di identico soggetto risalente al XII secolo.
Il 5 maggio 2000, nell’ambito di un convegno di studi sulla Basilica che si è svolto sempre il 5 e 6 maggio, ha avuto luogo la cerimonia di presentazione degli affreschi restaurati alla quale hanno partecipato le massime autorità regionali e cittadine civili, militari e religiose ed alla quale ha fatto seguito il concerto “Legenda Aurea” del complesso la Reverdie, ensemble di musica medioevale.